|
l'Isola d'Ischia
-La storia dell'isola d'Ischia
Le origine vulcaniche di Ischia oltre che dalla presenza delle famose fumarole, di acque termali calde, alcune delle quali raggiungono anche i 100 gradi è confermata anche nella mitologia greca.
Essa ci racconta che Tifeo, condannato da Giove a rimanere prigioniero sotto l’isola, nei suoi movimenti di ribellione oltre a far tremare la terra, fa uscire dal sottosuolo le acque bollenti e con particolari proprietà termali e curative che le rendono uniche al mondo.
I reperti archeologici, trovati presso gli scavi di santa Restituta a Lacco Ameno, fanno risalire la presenza di coloni greci provenienti dall’isola di Eubea intorno al 770 A.C.
Gli Eubei si stabilirono nella baia di san Montano sia per difendersi dalle allora continue eruzioni del Vulcano presente alla cima del monte Epomeo, sia per la comodità che la baia offriva per l’attracco delle loro navi che facevano la spola con la lontana patria.
A questo periodo si fa risalire anche la famosissima coppa di Nestore cantata e descritta dal poeta Omero nell’Iliade. Coppa da cui chiunque bevevo si innamorava pazzamente di Afrodite.
In quei tempi l’isola prese il nome di Pithecusae (dal greco Pithekos – scimmia), per divenire successivamente con l’avvento dei Romani Aenaria; dal latino aenum – bronzo presente in ricche quantità grazie alla ricchissima attività eruttiva e ai numerosi terremoti che i susseguivano in quell’epoca e che resero l’isola poco abitabile.
Nel IV secolo dopo Cristo l’isola prende il nome di Ischia derivante dal nome latino “insula”, e vive un lungo periodo di tranquillità durante il quale i Romani si stabilirono sull’isola lasciando come testimonianza il famoso acquedotto romano che si trova nella parte nord orientale dell’isola Ischia, da dove i romani potevano raggiungere con più facilità il porto della vicina Napoli, a differenza dei coloni greci che trovavano molto più conveniente e facile il lato sud orientale, appunto Lacco Ameno. L’isola subì per intero il lento declino dell’impero romano.
L’avvento dei Saraceni è datato 812, che con le loro continue scorribande, rappresentavano il terrore per gli abitanti di allora che iniziarono a cambiare il loro modo di costruire le proprie case che per difendersi meglio dalle scorribande furono costruite una accanto all’altra divise da strettissimi vicoli, nei quali si poteva passare uno alla volta. In questo modo crearono una cinta difensiva che scongiurò con il passare del tempo altri analoghi attacchi. Subito dopo giunsero sull’isola i Duchi di Napoli che rimasero sull’isola per oltre duecento anni durante i quali ci fu una piccola parentesi di presenza normanna. Dal 1200 al 1300 un terremoto devastante ed una eruzione fanno da corollario alla presenza rispettivamente degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.
Dopo un breve periodo in cui l’isola fu praticamente disabitata, un numero esiguo di isolani ritornò sull’isola rifugiandosi sull’isolotto del Castello ritenuto più sicuro perché distaccato dal resto dell’isola. Da qui iniziò un lento e progressivo ripopolamento dell’isola e un lungo periodo di tranquillità da parte delle forze della natura. L’isola riacquista benessere e ricchezza economica con l’avvento dei Borboni, i quali iniziarono a costruire imponenti opere pubbliche, ad iniziare dall’attuale porto in cui avvengono il maggior numero di arrivi giornalieri. Infatti l’apertura del porto di Ischia, che originariamente era un lago interno, avvenne proprio nel periodo borbonico e precisamente il 17 settembre 1854.
Con la fine dell’impero borbonico Ischia entra ufficialmente a far parte della provincia di Napoli del neonato Regno d’Italia.
Ma la natura avversa riserva agli abitanti un’altra dura prova con i terremoti di notevole intensità del 1881 e del 1883. ad essere colpiti furono soprattutto i paesi di Forio e Lacco Ameno in modo lieve e duramente Casamicciola Terme praticamente rasa al suolo. Casamicciola terme in quel periodo era divenuto il centro più importante dell’isola sia per quanto riguarda il turismo che per la presenza di molte fonti di acqua termale calda. Meta già da allora in un alto numero di presenze di turisti. Durante il terremoto del 1883, a rimanere ferita sotto le macerie fu la famiglia di Benedetto Croce; lo stesso filosofo riportò la frattura di una gamba. Gli inizi del 1900 furono caratterizzati da un nuovo esodo di molti isolani con direzione Nuovo Mondo, molte presenze si riscontrano nelle due Americhe, dove tutt’oggi rimangono molti cognomi isolani. Con l’avvento del fascismo l’isola conobbe un’altro fulgido periodo di benessere e di assestamento dell’economia, grazie ai numerosi interventi del regime tendenti a migliorare la vivibilità sull’isola. La seconda metà degli anni cinquanta e gli inizi degli anni sessanta rappresentano la vera e propria consacrazione dell’isola nel settore turistico mondiale. Grande merito lo si deve al Commendatore Angelo Rizzoli che grazie ad ingenti investimenti per il risanamento e la costruzione di grandi alberghi, Ospedale e infrastrutture; con l’ambientazione di numerosissime pellicole cinematografiche negli angoli più caratteristici dell’isola, rese famosa in tutto il mondo Ischia.
In quegli anni gli artisti mondiali più famosi passavano le loro vacanze sull’isola godendo dello splendido clima, delle sue acque termali e del contatto con la natura incontaminata di straordinaria bellezza.
Fra i tanti artisti presenti, soprattutto nella mitica piazzetta di Forio al bar Maria oggi Bar Internazionale, si ricordano Moravia, Auden, Pasolini, Elsa Morante, Pablo Neruda, Renato Guttuso, l’armatore miliardario greco Aristotile Onassis con la sua compagna Jackelin Kennedy .
Infatti se Ischia diventa il centro commerciale dell'isola, Forio, senza nessuna ombra, si può definire quello culturale.
Citazione a parte meritano:
- il musicista inglese di fama mondiale sir William Walton, che ha scelto come ultima dimora proprio Ischia nella sua proprietà a Forio dove ha lasciato i famosissimi e unici al mondo “Giardini della Mortella”, visitabili al pubblico e ricchi di pregiatissima flora mediterranea e esotica.
- il regista Luchino Visconti, anch’egli ha voluto che le sue ceneri ritornassero ad Ischia nella sua splendida Villa Visconti, situata nella splendida collina di Zaro a Forio e divenuta nel frattempo una fondazione, visitabile al pubblico e in cui si organizzano eventi di importanza internazionale.
- Renato Guttuso che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita negli splendidi vicoletti di Forio, dove dipinse numerosi quadri lasciando splendide testimonianze della sua arte.
|
| |
|